INDIA-relevant infos (2005)

L’India è la settima nazione al mondo per estensione e la seconda per popolazione, con più di un miliardo di abitanti. Il paese si presenta con un impressionante varietà di culture, oltre 1600 dialetti e 18 linguaggi differenti, 6 religioni principali e un incredibile numero di differenti razze e gruppi etnici.

Società

Dal punto di vista sociale in India si assiste ad una continua crescita della popolazione, dinamica causa di preoccupazione per il paese, con un significativo divario nella distribuzione della ricchezza tra le popolazioni inurbate (circa il 30%) e la fascia di popolazione che continua a vivere nelle campagne e nei villaggi. La classe media è in forte aumento (si aggira intorno ai 200 milioni di persone), e alimenta una domanda di prodotti e servizi sempre più articolata e complessa. La presenza di scuole e università altamente qualificate, tra le migliori al mondo, permette lo sviluppo nel paese di una classe sempre più rilevante di persone estremamente preparate e qualificate (circa 200.000 nuovi ingegneri l’anno). Ad oggi circa il 3,8% del bilancio statale è destinato alle spese per l’istruzione. Il paese, inoltre, presenta marcate differenze culturali e religiose su base geografica, causa anche nel recente passato di forti attriti interni. La lunga dominazione inglese ha lasciato comunque in eredità la diffusa conoscenza e l’uso comune della lingua inglese.

Governo e istituzioni
L’India è una repubblica federale, con un forte potere del governo centrale. L’India, tra i paesi in via di sviluppo, è sicuramente la nazione che può vantare la più significativa esperienza democratica. Nonostante le travagliate vicende interne, il paese è riuscito comunque a mantenere una significativa stabilità che ha consentito di favorire, in particolare negli ultimi 15 anni, lo sviluppo economico del paese. La liberalizzazione economica e le riforme strutturali messe in atto a partire dal 1991, hanno creato infatti un terreno fertile per l’imprenditoria privata e attirato negli anni molti capitali dall’estero. La presenza di un apparato giuridico sviluppato e indipendente, l’armonizzazione delle norme di contabilità ed il progressivo allineamento alle norme di protezione della proprietà intellettuale del WTO, forniscono ulteriori indizi che l’India intende giocare nei prossimi anni un ruolo da protagonista nell’economia mondiale. La necessità di attirare capitale estero per finanziare la crescita del paese, hanno portato il governo centrale e quelli locali a mettere in opera una politica organica di apertura alle importazioni ed esportazioni e di facilitazione all’investimento da parte degli operatori economici stranieri. E’ inoltre da segnalare la presenza di stampa libera.

Economia
principali indicatori economici fotografano un paese che ha intrapreso un cammino di crescita ben instradato, con un preciso indirizzo strategico a sostegno. Il PIL, nell’anno 2003-2004, ha raggiunto i 610 miliardi di dollari, pari ai tre quinti di quello italiano; ma, sulla base della Parità del Potere d’Acquisto, l’economia indiana è da considerarsi la quarta per dimensione a livello mondiale. Ad un prodotto interno lordo di dimensioni non adeguate al peso che potrebbe avere il paese, corrisponde però una crescita sostenuta per dimensioni e durata: negli ultimi dieci anni il prodotto interno lordo ha registrato un incremento annuale medio composto (CAGR) superiore al 5%, dove nell’anno 2003-2004 la crescita del PIL si è attestata al 8,2%. Il tutto riuscendo comunque a contenere l’inflazione a livelli accettabili (nel 2003-2004 al 5,4%). Anche sotto il profilo economico, comunque, va notato che il paese presenta forti disomogeneità, sia su base geografica, sia sotto il profilo dei settori industriali. Nuovamente la ricchezza e la crescita si manifestano in maniera più rilevante nei grandi agglomerati urbani. E solo alcuni settori industriali sono interessati da trend di crescita a doppia cifra; in particolare i settori dell’Information Technology e delle Telecommunication mostrano i segni di una crescita estremamente robusta (il settore bancario, assicurativo e quello manifatturiero hanno già vissuto in precedenza fasi di crescita sostenuta). Dall’altro lato il paese si mostra ancora povero sul fronte delle infrastrutture: energia elettrica, acqua, strade, porti e aeroporti necessitano di importanti investimenti per adeguarsi alle necessità del paese. Per riassumere Goldman e Sachs segnala nei suoi report che l’India ha il potenziale per produrre la più alta crescita economica nei prossimi 30-50 anni e che la sua economia è destinata a diventare la terza al mondo dopo USA e Cina.

Leave a Reply